Arunda Extra Brut Riserva Metodo Classico Talento

Arunda Extra Brut Metodo Classico Riserva Talento

Arunda Extra Brut Riserva Metodo Classico Talento
Arunda Extra Brut Riserva Metodo Classico Talento

Posso sembrare monotono, parlando dell’Arunda Extra Brut Riserva Metodo Classico Talento, anche perché nell’articolo precedente ho parlato di un altro prodotto di Josef Reiterer.

Ma ogni prodotto ha la sua anima.

Vediamo questa qual’è, su FoodWineBeer.it

Non pensiate che l’Arunda Extra Brut Riserva Metodo Classico Talento sia il solito prodotto rassicurante e piacione, non è nelle corde di Josef Reiterer fare una cosa del genere.

Ha un anima tutta sua, anzi no, ne ha due.

Quali? Allora siete curiosi eh?

Lo ero anche io prima di berlo, e versandolo bramoso nel bicchiere mi ritrovo ad ammirare il suo color giallo paglierino con evidenti riflessi verdognoli, brillanti, ed il suo perlage minuto ma intenso ed estremamente duraturo.

Il profumo dell’Arunda Extra Brut Riserva Metodo Classico Talento è abbastanza complesso, anche se questo termine non mi piace. Preferisco definirlo variegato, come fosse un gelato.

Ed in effetti parte con uno sbuffo di vaniglia e tra una nota di crosta di pane ed un sentore erbaceo, finisce con della frutta gialla ed uva a bacca bianca.

Ed ora viene il bello. Forte dei suoi sessanta mesi sui lieviti parte con un gran corpo pieno tanto che sembra uno champagne di quelli seri, poi gira le spalle, e dopo una ventata di bolle che esplodono in bocca, diventa fresco e lascia note di mela verde che terminano piene, forte della sua sapidità.

E qui nasce il problema? Con cosa abbinare l’Arunda Extra Brut Riserva Metodo Classico Talento?

Beh se vi dico con cosa l’ho bevuto io probabilmente storcerete il naso, ed in effetti posso dire di averlo quasi sprecato, bevendolo sul divano davanti alla TV sgranocchiando pop corn salati.

Sarebbe stato molto meglio con un antipasto freddo di pesce, dei crudi o anche un primo piatto saporito, ma evitando la conserva di pomodoro che con la sua acidità potrebbe compromettere il risultato. Un risotto allo zafferano va bene, uno al sugo di pesce bianco anche. Ok con i formaggi, si potrebbe azzardare persino l’accostamento ad una insalata greca.

Servitelo in un calice medio allungato, sugli 8 gradi di temperatura.

Cosa aggiungere, a discapito di suoi 12,5 gradi ha un carattere tale che la sua bevuta appaga e quindi la bottiglia si finisce lentamente, in modo che il fisico si prepari meglio all’alcool da assorbire.

Una precisazione finale: la bottiglia da me provata era un millesimo 2008, sboccatura 2013. In giro c’è il 2010 ma non è un problema non vuol dire che sia vecchia, questo prodotto come altri del genere può essere consumato anche fino al 2020…ma con me non ci arriva, di sicuro finisce prima! 

La scheda di sintesi: 

Regione -> Alto Adige – Sudtirol.

Zona -> Meltina (BZ) (Vigneti in Terlano, Salorno).

Uvaggio -> Pinot Nero 40% e Chardonnay 60%.

Gradazione -> 12,5% vol. 

Prezzo -> 22 Euro per 75cl.

Presunte Calorie -> 80 kcal/100ml.