Birra Guinness Draught , un classico forse troppo classico ?

Guinness Draught
Guinness Draught
Guinness Draught

Nella mia testa questa mattina girava ancora un dubbio che mi trascino da qualche giorno , dubbio che mi è venuto bevendo una Guinness Draught , un classico per gli estimatori di questo genere , talmente tanto classico che mi sono più volte chiesto se valesse la pena farle una recensione oppure consumerei i tasti della tastiera inutilmente ?

Se state leggendo questo articolo , avete già capito che alla fine ho deciso di scrivere due righe sulla Guinness Draught , ad uso e consumo di chi non la conosce o di chi non l’ha mai bevuta perchè spaventato dal suo colore nero come la pece.

Iniziamo a dire che ci sono altre varianti della Guinnes , ovvero la extra stout che in pratica è la ricetta originale Irlandese creata da Arthur Guinnes e la foreign extra stout , una versione export con un tenore alcolico elevato ma entrambe differiscono molto da questa Draught di cui vi parlo perchè oltre ad essere la più diffusa è anche quella più bevibile.

Và dato atto del fatto che anche la stessa Guinness Draught differisce molto da se stessa (?) nel senso che è una birra così particolare che la spillatura incide molto sulle sue caratteristiche , al punto tale che se fossimo bendati , berne in sequenza una servita al pub , una in bottiglia ed una in lattina potrebbe farci credere di essere davanti a tre birre diverse.

Parlerò quindi della caratteristiche base , quelle che potremmo considerare un punto fermo nella Guinness Draught a cominciare dal colore nero come il caffè derivante dai tipi di malto tostato che vengono usati per produrla , e dalla schiuma densa e marroncina creata ” artificialmente ” usando il carboazoto per spillarla , tanto che nella versione distribuita ai supermercati in lattina , c’è una pallina che contiene lo stesso gas ed aperta la lattina si sprigiona creando una schiuma simile a quella ottenuta nella spillatura al pub. Onestamente la versione in lattina risulta nel complesso più slavata rispetto sia quella alla spina che quella in bottiglia.

In ogni caso il profumo di malto d’orzo e caffè la fa da padrone annusando il bicchiere , ed a proposito di quest’ultimo usate sempre il bicchiere riportato in foto per gustarla al meglio.

Bevendola si capisce la terza caratteristica distintiva , cioè l’elevata densità tipica delle stout , nella Guinnes Draught raggiunge livelli ancor più alti tanto che sembra di bere una crema di malto d’orzo amarognola ed alcolica, ma non tanto visti i suoi 4,2 gradi.

Questo insieme di profumi e sapori legati al caffè ed al malto la rendono adatta ad abbinamenti particolari , ad esempio uno di quelli che preferisco è la Guinnes con le Ostriche , provato per la prima volta con riluttanza vi assicuro che una volta provato farete fatica a farne a meno.

Ma la Guinnes Draught si presta anche ad essere usata come ingrediente di alcune ricette tra cui vi consiglio il manzo alla birra , uno spezzatino particolare ,  molto morbido e buono ovviamente da bere con un bel bicchiere di Guinnes servito rigorosamente freddo.

La scheda di sintesi: 

Produzione -> Irlanda , Dublino.

Tipologia -> Irish Stout Ale.

Gradazione -> 4,2 % vol.

Presunte Calorie -> 50 Kcal/100ml.

Temperatura di servizio -> 6°

Produttore -> Arthur Guinnes Son & co.

Nota a piè di pagina per i più curiosi : Il libro dei Guinnes dei primati , non si chiama così per caso , ma ha preso il nome dalla birra Guinnes perchè l’inventore del libro tale Hugh Beaver era all’epoca l’amministratore delegato del birrificio.